{"id":824,"date":"2025-02-14T11:26:16","date_gmt":"2025-02-14T10:26:16","guid":{"rendered":"https:\/\/www.amicidisanrocco.it\/it\/?page_id=824"},"modified":"2025-02-14T11:32:55","modified_gmt":"2025-02-14T10:32:55","slug":"nessuno-ama-cio-che-non-conosce","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.amicidisanrocco.it\/it\/nessuno-ama-cio-che-non-conosce\/","title":{"rendered":"Nessuno ama ci\u00f2 che non conosce"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"has-large-font-size\"><strong>NESSUNO AMA CI\u00d2 CHE NON CONOSCE<\/strong><\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image alignleft size-full\"><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" width=\"642\" height=\"960\" src=\"http:\/\/www.amicidisanrocco.it\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/Immagine-WhatsApp-2025-02-13-ore-09.06.41_d672ad62.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-818\" style=\"aspect-ratio:4\/3;object-fit:cover\" srcset=\"https:\/\/www.amicidisanrocco.it\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/Immagine-WhatsApp-2025-02-13-ore-09.06.41_d672ad62.jpg 642w, https:\/\/www.amicidisanrocco.it\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/Immagine-WhatsApp-2025-02-13-ore-09.06.41_d672ad62-201x300.jpg 201w\" sizes=\"(max-width: 642px) 100vw, 642px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p>Chi \u00e8 <strong>S. Rocco<\/strong>? Dove e come \u00e8 morto? Quando \u00e8 vissuto? Perch\u00e9 tutte le statue lo raffigurano con un cane? Perch\u00e9 ha una piaga sulla coscia? Di quale paese \u00e8 patrono e protettore? In vita ha visitato la localit\u00e0 di <em>Casertavecchia<\/em>?<br>Dopo un anno e mezzo di servizio pastorale nella chiesa di<strong> S. Rocco<\/strong> di <em>Casertavecchia <\/em>sono le domande che frequentemente il popolo di Dio mi ha posto e che evidenziano quanto il nome di <strong>S. Rocco<\/strong> sia giunto in ogni angolo del mondo ma come sia scarsamente conosciuta la sua esistenza terrena, vissuta secondo il Vangelo, che lo ha portato ben presto agli onori degli altari, divenendo nei secoli successivi alla sua canonizzazione uno dei santi pi\u00f9 venerati della cristianit\u00e0.<br>\u201cNessuno ama ci\u00f2 che non conosce\u201d, afferma un antico proverbio, se non conosciamo le opere di bene, le sofferenze e l\u2019amore che <strong>San Rocco<\/strong> ha profuso in nome di Dio per il prossimo, non potremo mai diventare suoi veri amici ed imitatori.<br><strong>San Rocco<\/strong> non era italiano, era francese, nacque a Montpellier tra il 1345 e il 1349, da una nobile famiglia. I genitori Libera e Giovanni De la Croix, invocarono per tutta la vita la grazia di avere un figlio. Solo in et\u00e0 avanzata vennero esauditi nel loro desiderio. Riconoscenti consacrarono il piccolo Rocco a Dio, che sin dalla nascita aveva impressa <strong>una voglia a forma di croce sul petto<\/strong>.<br>I genitori non ebbero per\u00f2 il tempo di assaporare i frutti del loro impegno cristiano perch\u00e9 la morte li sorprese entrambi lasciando orfano il giovane Rocco non ancora ventenne.<br>Il padre prima di morire gli strapp\u00f2 la promessa che si sarebbe impegnato a favore dei bisognosi e dei malati, perch\u00e9 solo vivendo il Vangelo avrebbe superato il vuoto interiore provocato dalla solitudine e dalla delusione di un giovane neanche ventenne che si trovava ad affrontare la vita senza la guida e l\u2019affetto dei genitori.<br>Solo meditando Cristo crocifisso, gli sussurr\u00f2 il padre prima di chiudere gli occhi, possiamo comprendere che le nostre sofferenze al confronto sono imparagonabili. Venduto tutto ci\u00f2 che aveva, Rocco si propose di vivere pienamente il Vangelo: vendette tutti i beni ereditati lasciandosi una dimora e il ricavato lo don\u00f2 ai poveri di Montpellier.<br>Triste, con il cuore in gola, decise di seguire Cristo, e si incammin\u00f2 verso Roma per pregare sulla tomba dei santi Pietro e Paolo con la speranza di trovare la consolazione e il coraggio di accettare la dura volont\u00e0 di Dio che gli aveva tolto entrambi i genitori nel giro di pochi anni. Per affrontare un viaggio a piedi nel XIV secolo, era necessario equipaggiarsi e munirsi del necessario per vincere gli ostacoli che si incontravano nelle strade impervie e piene di pericoli del tempo.<br>Tutti gli affreschi, le statue, i quadri e le immagini lo ritraggono pellegrino. Ci\u00f2 che indossava non era ornamento, ma mezzi utili per compiere un pellegrinaggio di oltre mille chilometri che separavano la sua Montpellier da Roma.<br>La mantellina sicuramente serviva per ripararsi le spalle, la conchiglia per bere, la borraccia per conservare un sorso d\u2019acqua e ristorarsi nei lunghi tragitti dove era difficile trovare una fontana. Inoltre il mantello era necessario per difendersi da freddo e ripararsi dalla pioggia, il cappello dal sole rovente e il bastone non solo per appoggiarsi nei momenti di stanchezza, ma anche per difendersi dai briganti e dalle bestie feroci che erano sempre in agguato.<br>Giunto alle porte di Roma, ad Acquapendente rimase coinvolto in una epidemia di peste, un morbo molto diffuso a quei tempi che mieteva vittime spaventosamente.<br>\u201cDio mette lungo il cammino dei suoi figli la sofferenza per correggerli\u201d dice la Scrittura.<br>Il giovane Rocco lo possiamo paragonare ai tanti giovani di oggi provati dalla vita. Era angosciato, avvertiva un vuoto interiore incolmabile lasciato dalla morte del padre e della madre, non aveva fratelli, il suo futuro era incerto. Cosa sarebbe stata la sua vita, se non avesse incontrato i malati di peste? Un predicatore, anni fa, in un panegirico su S. Rocco disse: \u201cSarebbe potuto diventare un vagabondo, cio\u00e8 uno dei tanti alcolizzati del suo tempo che anestetizzavano nel bere i problemi della vita. Ma Dio interviene sempre nei modi che a noi uomini sembrano incomprensibili\u201d.<br>Dinanzi a quanti fuggivano dalle citt\u00e0 appestate e lasciavano morire i loro cari per timore del possibile contagio, nella disperazione e nella solitudine, Rocco non evase dalla tragica circostanza, vi si immerse totalmente mente e cuore, rinunciando a s\u00e9 stesso per votarsi agli altri.<br>Ci\u00f2 che stupisce del giovane Rocco fu il suo amore per i malati, egli non era partito per curare gli infermi, ma li accett\u00f2 di buon cuore.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image alignleft size-full\"><img decoding=\"async\" width=\"720\" height=\"1067\" src=\"http:\/\/www.amicidisanrocco.it\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/Immagine-WhatsApp-2025-02-13-ore-09.06.41_ee2f929c.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-819\" srcset=\"https:\/\/www.amicidisanrocco.it\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/Immagine-WhatsApp-2025-02-13-ore-09.06.41_ee2f929c.jpg 720w, https:\/\/www.amicidisanrocco.it\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/Immagine-WhatsApp-2025-02-13-ore-09.06.41_ee2f929c-202x300.jpg 202w, https:\/\/www.amicidisanrocco.it\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/Immagine-WhatsApp-2025-02-13-ore-09.06.41_ee2f929c-691x1024.jpg 691w\" sizes=\"(max-width: 720px) 100vw, 720px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p>Dopo Acquapendente giunse nella citt\u00e0 eterna dove pianse e preg\u00f2 sulla tomba dei Santi Pietro e Paolo. Dopo essere stato a Roma riprese il suo cammino per tornare a Montpellier dove non torn\u00f2 mai.<br>La peste lasciava una citt\u00e0 dopo averla decimata e si diffondeva in altre seminando morte e terrore. Rocco instancabile camminatore, si spostava ovunque gli giungeva notizia del contagio, piegandosi sulle miserie umane. Non si risparmi\u00f2 di amare, soffrire e pregare con i fratelli piagati dal terribile morbo, diventando lui stesso un appestato quando nei pressi di Piacenza, dopo essere stato a contatto con i malati, anche lui rest\u00f2 contagiato dalla malattia e scopr\u00ec di avere un bubbone all\u2019inguine, tanto doloroso da non farlo riposare n\u00e9 notte n\u00e9 giorno.<br>Per non essere di peso a nessuno si rifugi\u00f2 in una grotta nei pressi di Sarmato, sul fiume Trebbia, dove sarebbe morto se non fosse intervenuto un cane mandato dalla Provvidenza, il quale ogni giorno gli portava un pezzo di pane. Il padrone del cane, Gottardo Pallastrelli, incuriosito dall\u2019atteggiamento dell\u2019animale, lo segu\u00ec e scopr\u00ec questo giovane ventisettenne, lo cur\u00f2 e con l\u2019aiuto di Dio Rocco guar\u00ec.<br>Oltrepassato il Po, giunto nei pressi di Voghera, il giovane Rocco, con la barba incolta, i capelli lunghi, maleodorante, i segni delle fatiche impresse sul viso, venne scambiato per una spia.<br>Avrebbe potuto rivelare le sue nobili origini francesi, ma per un voto fatto al Signore di non usufruire dei privilegi familiari, dichiar\u00f2 solo di essere un servitore del Vangelo e venne buttato in prigione dove trascorse gli ultimi cinque anni della sua vita.<br>Vivere nelle prigioni del tempo era veramente duro, esse spesso si trovavano sottoterra, nell\u2019umidit\u00e0, il cibo era precario, i maltrattamenti erano continui al punto che indebolirono il corpo del giovane. Dove trovo&#8217; la forza il giovane? La risposta sta nella sua fede in Cristo Morto e Risorto. San Francesco solo dopo delle stigmate capi&#8217; che il &#8220;vivere la perfetta letizia&#8221;. La vera letizia e&#8217;, dopo aver dispensato amore, donazione e offerto la propria vita agli altri, sentirsi giudicato, rifiutato e disprezzato e scoprire che quegli insulti non ti toccano, non ti turbano, perch\u00e9&#8217; se tutto viene da Dio, compreso l&#8217;amore offerto i sulla Croce, la sofferenza terrena E&#8217; terrena E&#8217; realt\u00e0&#8217; che l&#8217;uomo pu\u00f2&#8217; donare a Dio.<br>Invoc\u00f2 pi\u00f9 volte nella sua prigionia la Vergine Maria, poco prima di morire chiese un sacerdote al quale confess\u00f2 quanto aveva operato in vita, il confessore corse dalle guardie rivelando che in prigione vi era un uomo di Dio, ma quando la sua prigione fu aperta il giovane Santo era gi\u00e0 spirato, accompagnato dalla beata visione di Maria Santissima la notte tra il 15 e il 16 Agosto, e dal carcere di Voghera la sua anima sal\u00ec al cielo all\u2019et\u00e0 di 32 anni offerti a Dio e al prossimo.<br><strong>TANTE SONO LE LEGGENDE SORTE SULLA FIGURA DI QUESTO SANTO PELLEGRINO.<\/strong><br>Rocco non \u00e8 mai sceso in Italia oltre Roma, non \u00e8 mai venuto nel Sud dell\u2019Italia. Allora come si spiega il culto verso questo santo, tanto radicato nell\u2019Italia meridionale? La risposta sta nella fede e nella devozione che i nostri padri nutrivano verso San Rocco, il santo dei malati. Essi temendo le terribili epidemie cominciarono nel corso dei secoli ad invocare il nome di questo taumaturgo, al punto da costruire, fuori le mura degli abitati, chiese in onore al santo di Montpellier, il quale stando al di fuori dei centri abitati poteva vegliare e proteggere in qualsiasi momento gli abitanti dall\u2019arrivo dei nemici, delle calamit\u00e0 naturali e malattie contagiose.<br><strong>COME SONO GIUNTE LE RELIQUIE DEL GLORIOSO TAUMATURGO A CASERTAVECCHIA?<\/strong><br>I resti del corpo di San Rocco restarono a Voghera fino al giorno in cui Mons. Manlio Achilli affid\u00f2 le reliquie del Santo che erano custodite nella sua parrocchia a Fratel Costantino De Bellis, fondatore della famiglia degli \u201cAmici di San Rocco\u201d nata allo scopo di tutelare l\u2019universalit\u00e0 del culto di questo grande Santo.<br>L\u2019Associazione \u201cAmici di San Rocco\u201d successivamente ebbe la grazia di essere guidata da Mons. Filippo Tucci, rettore della chiesa dedicata al Santo taumaturgo a Roma, dove era custodita dal 1598 per volont\u00e0 di papa Clemente VIII l\u2019insigne reliquia del braccio destro di San Rocco, voluta a Roma dallo stesso pontefice per invocare la grazia di liberare l\u2019Urbe dal propagarsi di una nuova e minacciosa epidemia di peste.<br>Dal 2009 al compianto Mons. Pietro Farina, vescovo di Caserta, visto l\u2019interesse che nutriva verso l\u2019Associazione fu proposto con umilt\u00e0 di discernere l\u2019operato di questa nuova realt\u00e0 degli \u201cAmici di San Rocco\u201d, il quale subito accett\u00f2 di valutarne il cammino e dopo tre anni, il 26 Maggio 2013 firm\u00f2 il decreto di riconoscimento, rendendo Chiesa la grande famiglia degli \u201cAmici di San Rocco\u201d.<br>Volle inoltre che l\u2019urna reliquiario contenente le sacre ossa di San Rocco, venisse traslata nella sua diocesi, nella chiesa di Casertavecchia, esposta alla venerazione delle tante persone che, venendo in un posto turistico per ristorarsi, possono qui trovare un luogo di preghiera e di silenzio dove cogliere la voce di Dio che parla nel cuore di quanti vivono nel religioso ascolto della sua Parola.<br>Molti si chiedono perch\u00e9 pregare davanti a delle ossa, altri affermano che i santi offuscano Cristo, altri ancora che le reliquie sono mera tradizione del passato. Ma Dio, colui che ha creato il mondo, \u00e8 una luce inaccessibile che solo attraverso le realt\u00e0 visibili \u00e8 possibile conoscere.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image alignleft size-full is-resized\"><img decoding=\"async\" width=\"720\" height=\"726\" src=\"http:\/\/www.amicidisanrocco.it\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/Immagine-WhatsApp-2025-02-13-ore-09.06.41_63ac818e.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-817\" style=\"width:395px;height:auto\" srcset=\"https:\/\/www.amicidisanrocco.it\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/Immagine-WhatsApp-2025-02-13-ore-09.06.41_63ac818e.jpg 720w, https:\/\/www.amicidisanrocco.it\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/Immagine-WhatsApp-2025-02-13-ore-09.06.41_63ac818e-298x300.jpg 298w, https:\/\/www.amicidisanrocco.it\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/Immagine-WhatsApp-2025-02-13-ore-09.06.41_63ac818e-150x150.jpg 150w\" sizes=\"(max-width: 720px) 100vw, 720px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p>Per arrivare a Dio bisogna partire dai segni, di cui tutta la liturgia cattolica \u00e8 ricca.<br>L\u2019Associazione Europea \u201cAmici di San Rocco\u201d custodisce le reliquie del corpo di un santo che \u00e8 vissuto vivendo il Vangelo. Molte volte la Chiesa cattolica \u00e8 stata criticata nei secoli per il culto delle reliquie dei santi, senza tener conto che per arrivare a Dio si deve passare da tutto ci\u00f2 che \u00e8 concreto. I sacramenti sono infatti il segno dell\u2019umanit\u00e0 di Ges\u00f9 Morto e Risorto, che continua a vivere nella Chiesa e noi uomini siamo anima e corpo, non siamo solo esseri pensanti, abbiamo bisogno anche delle cose concrete per aiutare la nostra fede.<br>I corpi dei santi, le loro reliquie, sono perci\u00f2 il segno che la Grazia di Dio non \u00e8 passata invano su questa terra, ma ha trasformato delle persone, ha creato cuori nuovi capaci di donarsi per amore in nome di Cristo.<br>In occasione della festa di San Rocco che ormai si avvicina, auguro di riscoprire la bellezza della nostra fede, con lo sguardo fisso alle gesta compiute dai santi, affinch\u00e9 dalla nostra testimonianza il mondo che ci circonda possa ritornare alle sorgenti della Parola, della Grazia e della&nbsp;Carit\u00e0&nbsp;di&nbsp;Dio.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>NESSUNO AMA CI\u00d2 CHE NON CONOSCE Chi \u00e8 S. Rocco? Dove e come \u00e8 morto? Quando \u00e8 vissuto? 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