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Riflessione luglio 2016

SAN ROCCO IMMAGINE E SOMIGLIANZA DI DIO.
SALITO PER LA VISITA IL 16 LUGLIO 2016 ALLA COMUNITÀ DI VILLAMAINA AV


Spesso, mi ritrovo in comunità parrocchiali e confraternali dove il culto di S.Rocco è ben radicato, e mi accorgo di come, molte volte, alcune comunità restano chiuse e la loro venerazione verso S. Rocco diventa un fatto strettamente personale.
"Con molto rispetto e senza voler scuotere la sensibilità di nessuno, non posso far a meno di dire che se tutto si concentra al singolo giorno del 16 agosto o in altre date nelle quali si festeggia il Santo mentre per il resto dell’anno viene lasciato nella sua bella nicchia, non ha alcun senso e il tutto non incide nel culto e nell’impegno della testimonianza cristiana".
In non pochi paesi le sue feste sono spettacolari e folcloristiche, ma molti devoti e pellegrini non conoscono a fondo la vita di questo nostro caro santo. Un santo non solo da spettacolo, ma un grande elargitore di grazie.
"Ritengo-prosegue il frate- che sia giusto rendere onore a San Rocco, che si chiedano grazie al Signore per sua intercessione, ma non ci si deve fermare solo a questo.
 'Se tu squarciassi i cieli e scendessi' è il grido di una comunità che vuole andare oltre, che vuole essere consapevole di un destino che non può essere ridotto a quei pochi anni che si vivono su questa terra. 'Se tu squarciassi i cieli e scendessi' non è un invito a star senza far nulla e a non essere felici su questa terra o alla rassegnazione negativa; bensì è il grido che facciamo a Dio nella fede, cioè nella consapevolezza che la risposta ai nostri problemi la deve dare Lui, che le soluzioni non possono essere le nostre, troppo piccole e imbrigliate nel peccato, ma devono venire alla sua liberalità. La libertà di Dio è Cristo che ci ha mostrato il suo volto del Padre che ci invita ad essere felici per ritornare a quell’uomo, il nuovo Adamo, fatto a “immagine e somiglianza di Dio Padre”.
Fermarsi a San Rocco, passando per le feste di piazza e i grandi e spettacolari fuochi artificiali, per le prestigiose ed artistiche luminarie, vuol dire snaturare il significato della festa e la vera santità del pellegrino di Dio.
La chiesa lo mostra come un uomo che, per tutta la sua vita, ha tentato di essere, nel miglior dei modi possibile, immagine e somiglianza di Dio.
"La nostra associazione 'Amici di San Rocco' composta, oltre che da me, suo indegno rappresentante, dal Rev.do. Mons. Filippo Tucci rettore della chiesa di Roma e sede dell’Arciconfraternita madre dell’Associazione Europea Amici di S. Rocco, e dalla paterna vicinanza del compianto Vescovo Mons. Pietro Farina, vuole ripartire senza nessuna presunzione, ma con grande fede nel Signore. Vogliamo raccontarvi e farvi conoscere un San Rocco, fratello, che ha fatto di tutto per essere felice ospitando Gesù Cristo nella sua vita e nella sua storia; un San Rocco che ha condiviso il suo dolore con i poveri, i malati e i sofferenti. 
Con il mio umile servizio di apostolato e con tutta l’Associazione, vogliamo farlo conoscere attraverso tre percorsi che il Vescovo Pietro Farina mi indicò dal 1999, e che volle fortemente che io proponessi a voi tutti e ai devoti di San Rocco: la mitezza evangelica, la carità vissuta, il pellegrinaggio. Carissimi, nella mia semplicità, vorrei cercare, sempre guidato dalla paterna autorità dei Vescovi Diocesani, di presentarvi l’amore e il servizio di San Rocco per la Chiesa, il luogo dove vivere l’incontro con Dio. Vi porterò nel mondo dei gruppi di preghiera 'Amici di San Rocco', che ora vivono un forte legame di appartenenza all'Arciconfraternita madre di San Rocco i quali, nella quotidianità della vita, cercano di vivere la spiritualità di San Rocco. A tutte le comunità che venerano il Santo, porgo l’invito a voler vivere questo percorso nuovo, semplice, ma aperto ad una nuova grande conquista: San Rocco come evento, San Rocco come Santo e vanto di una chiesa che vuole imparare da Lui, dalla sua carità gratuita; da una chiesa di fratelli, che diventa sempre più immagine viva e trasparente di Cristo crocifisso e risorto".
lte, alcune comunità restano chiuse e la loro venerazione verso S. Rocco diventa un fatto strettamente personale.
"Con molto rispetto e senza voler scuotere la sensibilità di nessuno, non posso far a meno di dire che se tutto si concentra al singolo giorno del 16 agosto o in altre date nelle quali si festeggia il Santo mentre per il resto dell’anno viene lasciato nella sua bella nicchia, non ha alcun senso e il tutto non incide nel culto e nell’impegno della testimonianza cristiana".
In non pochi paesi le sue feste sono spettacolari e folcloristiche, ma molti devoti e pellegrini non conoscono a fondo la vita di questo nostro caro santo. Un santo non solo da spettacolo, ma un grande elargitore di grazie.
"Ritengo-prosegue il frate- che sia giusto rendere onore a San Rocco, che si chiedano grazie al Signore per sua intercessione, ma non ci si deve fermare solo a questo.
 'Se tu squarciassi i cieli e scendessi' è il grido di una comunità che vuole andare oltre, che vuole essere consapevole di un destino che non può essere ridotto a quei pochi anni che si vivono su questa terra. 'Se tu squarciassi i cieli e scendessi' non è un invito a star senza far nulla e a non essere felici su questa terra o alla rassegnazione negativa; bensì è il grido che facciamo a Dio nella fede, cioè nella consapevolezza che la risposta ai nostri problemi la deve dare Lui, che le soluzioni non possono essere le nostre, troppo piccole e imbrigliate nel peccato, ma devono venire alla sua liberalità. La libertà di Dio è Cristo che ci ha mostrato il suo volto del Padre che ci invita ad essere felici per ritornare a quell’uomo, il nuovo Adamo, fatto a “immagine e somiglianza di Dio Padre”.
Fermarsi a San Rocco, passando per le feste di piazza e i grandi e spettacolari fuochi artificiali, per le prestigiose ed artistiche luminarie, vuol dire snaturare il significato della festa e la vera santità del pellegrino di Dio.
La chiesa lo mostra come un uomo che, per tutta la sua vita, ha tentato di essere, nel miglior dei modi possibile, immagine e somiglianza di Dio.
"La nostra associazione 'Amici di San Rocco' composta, oltre che da me, suo indegno rappresentante, dal Rev.do. Mons. Filippo Tucci rettore della chiesa di Roma e sede dell’Arciconfraternita madre dell’Associazione Europea Amici di S. Rocco, e dalla paterna vicinanza del compianto Vescovo Mons. Pietro Farina, vuole ripartire senza nessuna presunzione, ma con grande fede nel Signore. Vogliamo raccontarvi e farvi conoscere un San Rocco, fratello, che ha fatto di tutto per essere felice ospitando Gesù Cristo nella sua vita e nella sua storia; un San Rocco che ha condiviso il suo dolore con i poveri, i malati e i sofferenti. 
Con il mio umile servizio di apostolato e con tutta l’Associazione, vogliamo farlo conoscere attraverso tre percorsi che il Vescovo Pietro Farina mi indicò dal 1999, e che volle fortemente che io proponessi a voi tutti e ai devoti di San Rocco: la mitezza evangelica, la carità vissuta, il pellegrinaggio. Carissimi, nella mia semplicità, vorrei cercare, sempre guidato dalla paterna autorità dei Vescovi Diocesani, di presentarvi l’amore e il servizio di San Rocco per la Chiesa, il luogo dove vivere l’incontro con Dio. Vi porterò nel mondo dei gruppi di preghiera 'Amici di San Rocco', che ora vivono un forte legame di appartenenza all'Arciconfraternita madre di San Rocco i quali, nella quotidianità della vita, cercano di vivere la spiritualità di San Rocco. A tutte le comunità che venerano il Santo, porgo l’invito a voler vivere questo percorso nuovo, semplice, ma aperto ad una nuova grande conquista: San Rocco come evento, San Rocco come Santo e vanto di una chiesa che vuole imparare da Lui, dalla sua carità gratuita; da una chiesa di fratelli, che diventa sempre più immagine viva e trasparente di Cristo crocifisso e risorto".
 
 
Associazione Europea Amici di San Rocco - Presidenza e Procura: Chiesa di San Rocco Piazza Augusto Imperatore 6,
00165 Roma. - Tel . 06 6896416 - 338 6627422 - C/c Postale n° 33171471 Pro Ass. S. Rocco.
e-mail: info@amicidisanrocco.it